9.11.06

CMR N.1 Ristampe: Backstage Redux - Il Declino delle Killer Application

Tutti i lettori stagionati di riviste di videogiochi hanno grande familiarità
col termine "killer application", memori di guerre all'ultimo sangue (e all'ultima
esclusiva) tra Sega e Nintendo.




Una killer app dovrebbe essere per definizione un titolo di grande richiamo,
quasi sempre esclusivo, che riesce a attirare grandi consensi e a convincere il pubblico a comprare la piattaforma su cui gira (fino a portarla al successo):
la k.a. dovrebbe agire nel momento cruciale della vita di una console, cioè
nei primissimi anni. Qualcuno definisce "killer app" qualsiasi gioco capace
di vendere milioni di copie, ma così si finisce per snaturare il termine: se
per fare un esempio Resident Evil 4 riesce a piazzare due milioni di unità e
quasi tutte fra chi già possiede un Gamecube (o chi già aveva in programma di
acquistarlo), non avrà contribuito in alcun modo alla “causa” della console.

E' abbastanza semplice isolare degli esempi: Tetris e (più tardi) i Pokémon per
il Gameboy, Mario per il Nes, Street Fighter 2 per lo SNes, Sonic per il Genesis.
Arrivati ai 32 bit si può ancora trovare delle evidenti killer app (Tomb Raider,
Final Fantasy VII, Mario 64) ma la sensazione è che non ci sia un vero titolo
capace di rappresentare una console, le mascotte sono in declino e l'utenza
sempre più vasta chiede varietà di offerta, invece che un solo "giocone"
imperdibile.

Oggi con Xbox, PS2 e Gamecube continuiamo a parlare di killer app e forse
non ci si accorge che il singolo gioco di qualità ha perso gran parte del suo
potere. Per prima cosa bisogna confrontarsi con un'utenza molto diversa da
quella dei 16 bit, che vedeva in Sonic e Mario giochi irrinunciabili: per
diverse fasce d'età i platform sono giochi infantili da escludere a priori.
Sembra proprio che la vera forza di una console sia la varietà del parco
titoli, in modo da accontentare le esigenze dei videogiocatori "moderni",
quelli entrati nella mischia con le meraviglie poligonali.
Halo ha riscosso un ottimo successo, ma da solo non è bastato a lanciare
l'XBox nell'Olimpo. Probabilmente per una semplice ragione, non tutti
apprezzano gli FPS per quanto siano ben realizzati.

Che piaccia o no, GTA III potrebbe essre stato una delle ultime vere k.a.
(ultima non solo in ordine cronologico): grazie anche alla sua stessa natura
di gioco multi-genere (fasi di guida, sezioni da sparatutto, esplorazione)
questo titolo sembra aver calamitato l'attenzione di un pubblico vastissimo
e con ogni probabilità ha portato nuovi utenti a comprare la loro prima console.
La violenza sopra le righe e l'umorismo nero incuriosiscono anche i più refrattari,
che magari pur non sapendo tenere un pad in mano provano ugualmente a stendere
sadicamente qualche passante: col tempo finiranno con l'interessarsi al resto
del gioco - ancora più avanti, della console che lo ospita.

Se volessimo attenerci ai primi esempi di killer application, alla romantica
visione di pochi titoli imperdibili che vendono da soli una console, forse
oggi non potremmo più usare questo termine. Nessuna console può fare a meno
dei soliti sportivi Electronic Arts, ma deve anche avere un gioco di guida di
grande richiamo, tutti i tie-in dei film più popolari e chi più ne ha più ne
metta.

Azzardando una previsione, si può dire che l'X360 non vincerà mai grazie
a Halo 3, ne' la PS3 con Metal Gear Solid 4 o il Revolution con le nuove
versioni delle saghe più note, come Zelda... Se ci chiediamo cosa può far
prevalere una console, la vera killer application ormai è una lunga lista
di sviluppatori.

Catoblepas

2Commenti

At 12:42 AM, Anonymous Austin ha detto...

Hm, almeno sull'italico suolo io direi che Pro Evolution Soccer sia stata una vera e proprio killer application per la ps2. Conosco almeno due persone che schifavano i vg e han comprato la play SOLO per quel gioco.

 
At 11:09 AM, Anonymous l'agente ha detto...

wii sports è la nuova KA

 

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